Il sommergibile
- Nicola Di Battista - Care The Oceans
- 29 mar 2018
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ll sommergibile è per definizione un'imbarcazione adatta alla navigazione in superficie e che all'occorrenza può immergersi, perdendo però manovrabilità e velocità. Rispetto al sottomarino, il sommergibile dispone di limitate capacità in immersione e non è in grado di operare per periodi prolungati al di sotto della superficie dell'acqua. Per molti aspetti si ritiene quindi che il sommergibile rappresenti il predecessore dei più moderni sottomarini. Ciò nonostante, nell'uso comune i due termini sono frequentemente adoperati come sinonimi. Lo sviluppo tecnologico dei battelli subacquei presenta varie similitudini con quello che molto più tardi avrebbe interessato gli aeroplani. I primi studi teorici sulla costruzione di un sommergibile sono stati effettuati da Leonardo da Vinci nel 1500 circa, anche se le sue teorie non sfociarono mai in un prototipo funzionante. Nel 1680, Borelli nella sua opera De Motu Animalium illustrò la possibilità della costruzione di un veicolo che, per la prima volta, potesse esplorare gli abissi marini. Sulla costruzione di un primo sommergibile le fonti storiche si dividono e non possono pertanto essere ritenute attendibili. Il primo sommergibile della storia del quale si hanno testimonianze storiche a percorrere un breve tratto in immersione, fu una primitiva imbarcazione costruita da Cornelius Van Drebbel, con il quale Drebbel percorse, immerso a una profondità di 3-4 metri, un breve tratto del Tamigi. Il primo tentativo di immersione con un mezzo subacqueo di cui si hanno testimonianze storiche certe, fu quello dell'inglese John Day, che il 20 giugno del 1774 si immerse nelle acque del porto di Plymouth. Il primo ad utilizzare in modo efficace un sottomarino come arma, in particolare contro un blocco navale della marina danese, fu però il tedesco Wilhelm Bauer, che nel 1850 costruì un sommergibile con scafo in acciaio. Lungo oltre 7 metri e pesante circa 39 tonnellate, il rudimentale mezzo era stato concepito per attaccare le navi danesi che bloccavano il porto di Kiel.. Il sommergibile più famoso del XIX secolo fu invece senza ombra di dubbio il battello confederato CSS Hunley, che il 17 febbraio 1864 affondò, con una carica esplosiva inastata sulla prua, la USS Housatonic, una pirofregata nordista. Se pure l'Hunley successivamente a questa storica impresa fosse affondato a sua volta mentre rientrava alla propria base, portando con sé l'intero equipaggio di nove persone il suo successo aveva dimostrato l'efficienza dei sommergibili come arma, nonostante la carenza di un idoneo tipo di armamento, la totale assenza di un apparato motore e la quasi insufficiente autonomia del mezzo in immersione. Il primo a prendere in considerazione un sommergibile dotato di un apparato motore fu l'americano Robert Fulton, che considerò la possibilità di sfruttare il brevetto del francese Claude de Jouffroy d'Abbans per progettare un sommergibile dotato di motore. Nonostante gli ottimi propositi di Fulton, difficoltà di tipo tecnico ed economico costrinsero il tenace inventore a rinunciare a tale ambizioso progetto dovendosi limitare ad un progetto che prevedeva esclusivamente una propulsione di tipo manuale. Bisognerà quindi aspettare il 1888 prima che qualcuno tenti nuovamente di progettare un sommergibile dotato di un apparato motore. Nel frattempo, il 2 ottobre 1864 fu presentato da Narcís Monturiol il primo sommergibile dotato di una qualche forma di propulsione. Il mezzo, battezzato Ictíneo II dal suo costruttore, era composto da uno scafo in legno rinforzato e disponeva di un motore chimico che per un breve lasso di tempo produceva energia elettrica grazie a una reazione chimica. Pur rappresentando un passo in avanti rispetto ai mezzi precedenti, il salto di qualità giunse solo nel 1888 grazie allo spagnolo Isaac Peral che provò ad utilizzare motori elettrici e costruì finalmente un sommergibile realmente efficiente. Fu quindi il momento dell'irlandese Holland, che in seguito a un concorso organizzato dal Governo degli Stati Uniti per la costruzione di un sommergibile, ricevette l'incarico di progettare il primo battello dotato di motore, l'Holland IV, il quale fu un successo senza precedenti. Capace di immergersi fino ad una profondità di 23 metri la piccola imbarcazione entusiasmò tanto i vertici della marina statunitensi, che fu acquistato e messo in servizio con la sigla ufficiale SS-1.A partire dal 1900, in seguito ai rapidi progressi scientifici in diversi settori, si ebbe una evoluzione rapidissima della tecnologia e ben presto unità come i battelli della classe Holland furono superati. Lo scafo goffo di questi battelli venne ben presto sostituito da scafi lunghi e idrodinamicamente più avanzati. Con le maggiori dimensioni dei nuovi scafi apparve anche un nuovo tipo di armamento. Le nuove unità non furono armate solo con i costosi siluri ma ricevettero anche un cannone che poteva essere utilizzato per attaccare il naviglio mercantile o navi con un armamento modesto. Sommergibili come la Classe L statunitense così come la Classe Golland russa ne sono un esempio.Lo sviluppo dei sommergibili nel corso dell'ultimo decennio aveva spinto molte marine militari a dotarsene, tanto che nella prima guerra mondiale quest'arma ebbe un impiego fondamentale. I sommergibili ebbero un ruolo importante nel tentativo da parte della Germania, e in modo più limitato anche dell'Austria, di porre rimedio al blocco navale alleato imposto dalla supremazia navale di Gran Bretagna e Stati Uniti, e in definitiva furono una causa determinante per l'ingresso degli Stati Uniti nella guerra. I successivi vent'anni furono fondamentali per lo sviluppo del sommergibile come arma bellica. L'esperienza accumulata nel corso del prima guerra mondiale aveva spinto molti progettisti a provare nuove soluzione tecniche.Nonostante il fervore con il quale si lavorava alla ricerca di nuove soluzioni, allo scoppiare della Seconda guerra mondiale la parte maggiore delle unità era rimasta sostanzialmente uguale a quelle che operarono alla fine della grande guerra. Come già nella prima guerra mondiale il compito dei sommergibili tedeschi fu quello di contrastare il traffico di merci nell'Atlantico, ma rispetto alla prima guerra mondiale le aree nelle quali operarono si estesero notevolmente e la sorveglianza marittima da parte degli alleati era decisamente migliorata. Con l'evolversi del conflitto, la marina tedesca comprese molto presto che i sottomarini che navigavano in emersione erano bersagli facili nei confronti degli aerei da ricognizione e delle navi di pattuglia dotate di radar. Moltissimi furono quindi gli sforzi che la Kriegsmarine fece per migliorare le proprie unità. A partire dal 1942 in poi si iniziò a ridurre gradualmente l'armamento antinave in coperta. Con la diffusione del radar, l'aumento del pattugliamento aereo e il rafforzamento della scorta ai convogli da parte degli Alleati, le occasioni di impegnare bersagli in superficie col cannone si erano rarefatte fino a scomparire.I Tedeschi scelsero pertanto di sbarcare gli ormai (per loro) inutili pezzi di coperta, utilizzando il peso così risparmiato per imbarcare un maggior numero di armi antiaeree, nuovi apparati elettronici e lo "Schnorkel", un dispositivo che consentiva di utilizzare in immersione i motori diesel restando a quota periscopica. I nuovi criteri d'impiego, sviluppati con l'esperienza di guerra, prevedevano che il sommergibile dovesse ormai operare quasi totalmente in immersione: l'incremento delle prestazioni e della permanenza in immersione, anche grazie all'adozione dello "Schnorkel", unitamente alla soppressione dell'armamento di superficie di vecchia concezione portarono alla progettazione dei rivoluzionari (per l'epoca) U-Boot Tipo XXIII (costieri) e, soprattutto, U-Boot Tipo XXI "Elektroboote" oceanici, capaci di sviluppare una velocità di oltre 17 nodi in immersione e completamente sprovvisti di cannone, dotati solamente di 6 tubi lanciasiluri prodieri con 20 armi e di 4 mitragliere antiaeree da 20 mm installate in torretta. Il progresso tecnologico era ormai giunto ad un punto che le capacità in immersione di questi mezzi erano ampiamente superiori di quelle in emersione. Si era quindi compiuto il passo dal sommergibile al sottomarino. Tale rivoluzione fu così stravolgente che unità costruite pochi anni prima risultarono nel giro di qualche anno ormai completamente obsolete: per molti aspetti era quindi iniziata una nuova era.