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Il One Planet Subbit del 12 Dicembre 2017 a Parigi.

  • Immagine del redattore: Nicola Di Battista - Care The Oceans
    Nicola Di Battista - Care The Oceans
  • 13 dic 2017
  • Tempo di lettura: 2 min


Nel suo One Planet summit, Macron afferma che stiamo perdendo la battaglia per il clima. C'è ancora molto da fare, ma la coalizione del One Planet summit, i paesi che hanno voglia di fare, ha deciso di mettersi al lavoro perché "stiamo perdendo la battaglia del clima", ma la guerra è ancora lunga.

Una Cop 23-bis con l’obiettivo di raccogliere finanziamenti per il clima. Più o meno è stato questo il One Planet summit che si è tenuto ieri a Parigi, per celebrare i due anni dalla firma dell’Accordo di Parigi, il trattato internazionale sottoscritto dall’intera comunità internazionale (Stati Uniti a parte) il 12 dicembre 2015 per contrastare e arrestare l’avanzamento inesorabile dei cambiamenti climatici causati dal riscaldamento globale. L’Accordo di Parigi, infatti, chiede di arrestare l’aumento della temperatura media globale ben al di sotto dei 2 gradi centigradi.

Nell’auditorium alla Seine musicale che ha ospitato la plenaria erano presenti decine di capi di stato e di governo da tutti i continenti. C’erano gli irriducibili Mike Bloomberg (ex sindaco di New York e fondatore del network di città per il clima C40) e Arnold Schwarzenegger (noto attore ed ex governatore della California) che ha tenuto un discorso davanti a decine di ragazzi, esortandoli a pensare come comunità e non più come individui, come “io”. C’erano anche il fondatore di Microsoft Bill Gates – che ha anticipato che con la sua fondazione donerà altri 300 milioni di dollari per il clima – e quello del gruppo Virgin Richard Branson. C’erano, infine, l’attore americano Sean Penn e l’attrice francese Marion Cotillard.

Il One Planet summit ha chiarito un punto fondamentale. L’economia globale deve cambiare velocemente e radicalmente e per farlo c’è bisogno dell’impegno di ogni sua componente. Delle imprese, che rappresentano il motore dello sviluppo sostenibile; della società civile, che deve dimostrare di aver capito la portata della sfida per le future generazioni; dei leader politici, che in questi vertici hanno una responsabilità enorme: coordinare e adottare politiche lungimiranti che dettino la linea da seguire. E di questi tempi, dominati da messaggi tanto veloci quanto vuoti, questa sembra essere la sfida più difficile in assoluto.


 
 
 
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